Il Surrealismo

Aesthetes
3 min readMar 30, 2021

Un viaggio in un mondo caratteristico.

Golgonda — René Magritte (1953)

Il surrealismo fu un movimento artistico a 360 ° che coinvolse non solo la pittura ma anche la letteratura, la scultura e persino il cinema.

L’intento surrealista era quello di rovesciare l’oppressiva società moderna demolendone la spina dorsale ovvero il pensiero razionale attraverso la “realtà superiore” della mente subconscia.

Molti dei principi del surrealismo, inclusa l’enfasi sull’automatismo, sugli usi sperimentali del linguaggio e sugli oggetti trovati, vennero presi in una certa misura nel movimento Dadaista che lo precedette.

Tuttavia, i surrealisti inquadrarono tali elementi all’interno delle teorie dello psicologo Sigmund Freud sui sogni e sulla mente subconscia.

Sebbene il surrealismo ebbe ufficialmente inizio con André Breton, un artista dadaista che nel 1924 scrisse il “Manifesto surrealista”, le sue origini possono essere fatte risalire addirittura nel 1917 ad alcune opere di Giorgio de Chirico.

Breton definì il surrealismo come “automatismo psichico allo stato puro, mediante il quale si propone di esprimere — verbalmente, per mezzo della parola scritta, o in altro modo — l’effettivo funzionamento del pensiero”.

Influenzato dalle idee di Sigmund Freud e in particolare da “L’interpretazione dei sogni” (1899), Breton sperimentò l’automatismo nella scrittura, creando parole senza pensiero o pianificazione.

Anche altri pittori come Miró e Masson seguirono tale esempio, iniziando la loro versione con penna e inchiostro.

Miró, per esempio, adottava l’automatismo durante la prima fase della creazione nei suoi dipinti. Sviluppò la codifica astratta come un vocabolario surrealista personale che ripeté in varie sue opere.

Fu, inoltre, fortemente influenzato dall’arte estranea, dai disegni dei bambini e dall’arte primitiva.

Tra i vari pittori si unirono al movimento, preme ricordare Yves Tanguym, Alberto Giacometti, Victor Brauner, Rene Magritte e Salvador Dalì così come visto nell’articolo precedente.

Al movimento surrealista parteciparono altresì un numero significativo di donne nonostante la tendenza da parte dei surrealisti uomini di metterle in disparte.

Tra le principali ricordiamo:

Meret Oppenheim che si unì ai surrealisti tramite Giacometti nel 1932. La sua opera più famosa è “Colazione in pelliccia”, nota anche come ‘Oggetto” del 1936;

Leonora Carrington, compagna di Ernst, di cui ricordiamo tra i vari “Autoritratto” (1937/1938);

La pittrice americana Dorothea Tanning, illustratrice ispirata al Surrealismo dopo aver visto il Museum of Modern Art di New York. Opere come “Eine Kleine Nachtmusik” del 1943 rivelano la complessità dei suoi concetti visivi

La pittrice messicana Frida Kahlo, proclamata surrealista da Breton ma che lei stessa rifiutò tale appellativo, nonostante i suoi dipinti mostrino diverse somiglianze con altri surrealisti.

Come accennato all’inizio, il Surrealismo coinvolse non solo la pittura ma anche molte altre aree artistiche come ad esempio la fotografia e il cinema.

In prima linea nel Surrealismo fotografico vi furono Emmanuel Radnitsky (meglio conosciuto come Man Ray), Maurice Tabard e Dora Maar, a lungo legato a Picasso (famoso è il dipinto “Ritratto di Dora Maar”)

Il primo film surrealista fu “La conchiglia e l’ecclesiastico” del 1928, diretto da Germaine Dulac e il più conosciuto è “Un cane andaluso” diretto da Luis Buñuel’s (in collaborazione con Salvador Dalì)

Dalí come abbiamo visto nel precedente articolo ha collaborato anche con Alfred Hitchcock nel film “Io ti salverò” e con Walt Disney in “Destino”.

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